Baya Pirata

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    Hitman: Codename 47 pc game

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    Devy Jones
    Pirata Re
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    Hitman: Codename 47 pc game

    Messaggio Da Devy Jones il Mar Ago 11, 2009 9:07 pm



    Il killer: una delle professioni più antiche,
    odiate e, al tempo stesso, ammirate al mondo. Ma cos'è che rende la
    figura del sicario così affascinante? La vita solitaria? Il poter
    compiere qualunque crimine e rimanere impunito? Avere l'enorme
    responsabilità di non poter commettere errori? Chissà. Forse questo
    Hitman: pagato per uccidere, ci potrà dare una risposta.



    Sul grande schermo abbiamo potuto apprezzare le gesta di numerosi
    killer: Leon, Nikita, The Jackal, solo per citare i più recenti; in
    questa occasione vestiremo i panni di Tobias Reiper e verremo
    ingaggiati dalla "Agenzia Internazionale Contratti" per svolgere alcuni
    "lavoretti".
    Ma procediamo con calma. Tutto inizia con un cattivo risveglio dentro
    una cella che, ad occhio e croce, potrebbe sembrare quella di un
    manicomio criminale. Una voce stridula ci dà il buongiorno mentre la
    porta della prigione magicamente si apre. Per adesso non c'è dato di
    sapere chi siamo, dove ci troviamo, e nemmeno in che periodo. Indossato
    un completo nero seguiamo la voce metallica che ci guida in un breve
    addestramento sull'uso di coltelli, pistole, corde di pianoforte
    (micidiali per gli strangolamenti silenziosi), mitra, fucili a pompa e
    di precisione. Entriamo in un vecchio ascensore e saliamo al secondo
    piano. Facciamo fuori un paio di guardie e usciamo verso la libertà. O
    così almeno crediamo. In realtà la nostra fuga è stata organizzata
    dall'Agenzia che ci ha assoldato come killer... appunto.
    I vari mandati (12 in totale), apparentemente scollegati tra loro, si
    riveleranno via via i pezzi di un intricato puzzle dentro il quale si
    celano le nostre misteriose origini. Negli ultimi quadri torneremo
    nell'ospedale dal quale siamo partiti e, in una serie continua di colpi
    di scena, arriveremo ad un finale sconvolgente, degno del miglior
    thriller psicologico.

    Ma torniamo all'inizio. Dopo la prima fase, il gioco si sposta avanti
    nel tempo di un anno per ritrovare il nostro eroe ad Hong Kong; prima
    missione: eliminare un emissario di una nota famiglia della mafia
    cinese. E che ci vuole?!!
    Come già visto in Jagged Alliance, il nostro collegamento con l'agenzia
    avviene tramite un computer portatile. All'inizio di ogni missione
    potremo consultarlo per avere accesso a molte informazioni. Grazie a
    foto segnaletiche e ad alcuni filmati, conosceremo nei dettagli la
    vittima e le persone che la circondano. Potremo dare un'occhiata alla
    mappa del luogo d'azione, consultabile anche durante la missione, nella
    quale risultano punti di contatto con il bersaglio.
    Ogni nostro servizio sarà ben retribuito e, per di più, in anticipo;
    parte dei soldi andranno spesi per l'attrezzatura e per pagare le spese
    di copertura, nel caso dovessimo fare errori.
    L'arsenale a nostra disposizione è abbastanza fornito e potremo trovare
    tutto quello di cui abbiamo bisogno; come anticipato c'è la corda da
    pianoforte, la Beretta 92 con silenziatore, l'UZI, la mitragliatrice
    M16, il potente M60, svariati fucili a pompa e il vero gioiello: il
    fucile di precisione Blaser R93, completo di valigetta. Inoltre,
    potremo portare con noi una bussola, un paio di binocoli e una tuta in
    Kevlar. Una volta ultimati i preparativi saremo pronti per l'azione.Ma
    come affrontare le missioni?

    Di solito i nostri compiti sono sempre gli stessi: togliere di mezzo
    qualcuno, piazzare microspie, recuperare degli oggetti, quello che
    cambia sono i luoghi e le modalità. Per ogni quadro avremo una certa
    libertà d'azione e potremo concludere la missione in vari modi.
    Solitamente c'è uno schema preferenziale da seguire, che spesso non è
    il più veloce, ma che non è obbligatorio. La dinamica ideale di gioco
    sarebbe quella di completare la missione senza grande clamore: per
    esempio appostarci sopra un palazzo, imbracciare il fucile da cecchino
    e freddare il nostro bersaglio in santa pace. Nessuno, però, ci vieta
    di fargli saltare la macchina con l'esplosivo oppure di tendergli
    un'imboscata e fare una strage in mezzo alla strada; l'importante è
    deciderlo prima, in sede preparatoria; l'improvvisazione, in questi
    casi, non paga mai. Spesse volte il difficile non sarà far fuori il
    bersaglio, quanto allontanarsi dalla zona senza farsi vedere dalle
    guardie comunque sempre presenti. Per concludere un incarico dovremo
    provare la missione più volte, perlustrare attentamente la zona,
    studiare i tempi delle ronde (quando ci sono), decidere l'appostamento
    e, sostanzialmente, avere molta pazienza.


    Un po' Quake, un po' Rainbow Six ed un po' Lara Croft

    Grazie alla modalità e all'impostazione di gioco, Hitman si colloca a
    metà strada fra alcuni noti titoli ludici essendo, a tratti, uno
    sparatutto, uno strategico ed un'avventura grafica. No, non sono
    impazzito; cercherò di spiegarmi meglio.
    Per risolvere i vari quadri dovremo, come già detto, pianificare
    l'azione a tavolino, decidere una tattica di gioco, scegliere i tempi
    giusti per muoverci e questo è tipico di un gioco strategico. Non solo,
    spesso dovremo raccogliere degli oggetti per poter andare avanti,
    dovremo recuperare la combinazione di una cassaforte per poterla
    aprire, parlare con determinate persone, travestirci e così via, come
    nelle migliori avventure grafiche. Infine, se le cose non andranno nel
    verso giusto, l'unica risorsa sarà sparare a tutti i cattivi ed evitare
    di farci ammazzare, come in Kingpin, ad esempio.
    La giocabilità è molto buona, e il nostro personaggio ha una grande
    libertà di movimento mente l'interfaccia è abbastanza semplice. Quando
    possiamo interagire con un oggetto o una persona il cursore cambia
    d'aspetto; a quel punto, premendo il tasto destro del mouse, ci
    apparirà un elenco di azioni che potremo selezionare con il tasto
    sinistro. Per esempio dopo aver ucciso una guardia del corpo, un
    autista o un militare, potremo rubargli i vestiti e camuffarci da
    nemici (indispensabile per avvicinare il bersaglio); potremo, inoltre,
    prendergli le armi ed occultare il cadavere trascinandolo in un vicolo
    o nelle fogne. Se il mouse è fornito di rotellina è ancora meglio.
    Grazie a questo utile accessorio, infatti, sarà più facile muoversi nel
    nostro inventario e accedere alle armi o agli altri oggetti.
    L'impostazione di gioco è abbastanza lineare: ci sono 12 missioni
    (esclusa quella tutorial) da completare in sequenza, una dopo l'altra,
    un po' come Rainbow Six e, finché non ne completiamo una, non potremo
    accedere a quella successiva. Come nel già citato esempio non sarà
    possibile salvare durante la missione; il salvataggio è automatico al
    termine di ogni mandato.

    Potremo gestire il nostro sicario grazie ad una visuale in terza
    persona a mezzobusto. Il mouse assicura un preciso "freelook", mentre
    gli spostamenti sono affidati alla tastiera. Graficamente Hitman si
    presenta abbastanza bene. Nelle prime missioni potremo apprezzare la
    cura con cui sono state riprodotte le texture dei palazzi, dell'asfalto
    e degli interni, mentre nella giungla colombiana gradiremo sicuramente
    la folta foresta, completamente 3D, e i caseggiati in stile
    militaresco. I modelli dei vari personaggi sono resi altrettanto bene.
    Ogni individuo è ben definito, sia nel volto sia nel vestito, in
    maniera molto realistica. Le animazioni sono ugualmente realistiche e
    contribuiscono a farci immergere in un'atmosfera quasi cinematografica.
    Ciò che invece non ha convinto è il motore grafico, in grado di
    lavorare a velocità accettabili solo se supportato da un hardware
    dell'ultimissima generazione. Testato su un AMD K6 450, 128 Mb di Ram e
    scheda da 16 Mb Hitman si è comportato discretamente solo a risoluzioni
    modeste (800x600), scendendo a pesanti compromessi in sede di setup
    grafico. Il problema della poco fluidità diventa insopportabile quando
    ci sono scene caotiche come sparatorie, corse, esplosioni o azioni del
    genere.
    Un altro aspetto discutibile riguarda le ambientazioni. Le prime
    missioni si svolgono a Hong Kong e, più precisamente, in un ghetto. I
    palazzi semidistrutti, i cassonetti aperti nei vicoli, i fogli di
    cartone buttati qua e la ed i tombini aperti sono perfetti per rendere
    credibili tali scenari. Il problema è che ci troviamo in una città di
    oltre cinque milioni di abitanti, possibile che non passi mai nessuno?
    Eppure è così; a parte rarissimi passanti (che poi, a guardarli bene,
    sono sempre gli stessi) in città ci sono solo personaggi inerenti alle
    missioni: guardie del corpo, autisti e scagnozzi in genere; mai una
    macchina di passaggio, un motorino o un ragazzino in bicicletta. A
    pensarci bene è un vantaggio perché meno gente c'è in giro e più è
    fluida l'azione, ma così sembra di essere in una città fantasma.Intelligenza artificiale e realismo

    Un parametro essenziale con cui tutti gli strategici devono scontrarsi
    è l'I.A. Da questo punto di vista Hitman presenta degli aspetti molto
    positivi ed altri decisamente deludenti. Considerato il fatto che
    lavoriamo da soli non avremo a che fare con compagni disubbidienti o
    kamikaze (vedi ancora una volta Rainbow Six). In compenso dovremo
    vedercela con un esercito di nemici. Come già accennato "discrezione" è
    la parola d'ordine per riuscire in questo gioco; sparare all'impazzata
    col fucile a pompa, lasciare cadaveri sparsi ovunque o sfondare le
    porte non è il genere di azione che passa inosservato. Bisogna
    considerare che ogni missione si svolge in un clima di tensione (vedi i
    negoziati tra famiglie mafiose) quindi ogni rumore sospetto o gesto
    inconsulto, metterà in allarme le guardie che verranno a cercarci.
    Questo è sicuramente un aspetto credibile e realistico. Peccato che non
    venga mantenuto su tutta la linea. Spesso le guardie si lasciano
    uccidere senza muovere un dito: il nostro eroe si avvicina a loro,
    senza che esse abbiano il minimo sospetto, si mette alle loro spalle e
    le accoltella; oppure, dopo aver eliminato un autista cinese, si
    traveste e, indisturbato, davanti alle guardie, entra nella macchina
    del boss e piazza una bomba, il tutto senza che nessuno osi fermarlo.
    Eppure si vede che Reiper non assomiglia all'autista, è anche calvo!!!
    Anche per quanto riguarda il realismo del gioco ci sono alcuni elementi interessanti ed altri davvero discutibili.
    Il sistema di puntamento, ad esempio, è affidato al classico mirino
    posto al centro dello schermo. Ma, diversamente da come eravamo
    abituati negli "sparatutto", piazzare il mirino sul bersaglio e fare
    fuoco non equivale sempre a fare centro.
    Già dal tutorial ci accorgeremo che, soprattutto con il mitra, sarà
    molto difficile colpire il bersaglio a causa del realistico effetto
    "imprecisione"; un po' a causa del rinculo, un po' per l'agitazione, un
    colpo sparato da un UZI non potrà mai finire esattamente dove abbiamo
    puntato, ma al limite ci andrà vicino. Questo aspetto molto credibile
    aggiunge impegno e difficoltà al gioco, come in effetti accade nella
    realtà.
    Quello che invece non ci è piaciuto è ciò che succede quando moriamo.
    Capita, durante la missione, di essere uccisi, fortunatamente ci viene
    data la possibilità di riprendere il gioco dal punto d'infiltrazione,
    una specie di seconda vita; il problema è che quando riprendiamo il
    gioco, quello che ci ha ammazzato va a chiamare i suoi amici ed inizia
    una vera e propria caccia all'uomo che si concluderà inevitabilmente
    con la nostra dipartita, questa volta definitivamente. Riprendere il
    gioco in queste condizioni non ha senso. Avrebbe avuto più senso
    ricominciare la partita da capo.

    In conclusione "Hitman: pagato per uccidere" si è rivelato un gioco con
    molti pregi ed alcuni importanti difetti. La storia di base e le
    ambientazioni sono davvero interessanti e lasciavano presagire un gran
    titolo (l'idea di impersonare una killer è davvero eccitante);
    purtroppo il gioco non è stato sviluppato al meglio lasciando alcune
    lacune prima fra tutte il motore grafico un po' troppo lento. Chi è in
    possesso di un PC dell'ultima generazione, con schede grafiche
    ultraveloci, non potrà che apprezzare questo gioco ricco di spunti
    realmente geniali (vedi la possibilità di gettare i cadaveri nei
    tombini, prendere i panni di quelli ammazzati, strangolare la gente
    alle spalle senza farsi notare). Con un po' di pazienza il "modus
    operandi" del nostro sicario ci diventerà familiare e Hitman si
    rivelerà un acquisto ben fatto.

    REQUISITI MINIMI
    Sistema Operativo: WINDOWS 95 / 98 / ME / XP.
    Pentium II 300 Mhz, 64 MB di RAM, Scheda Video 3D Accelerata 16 MB, CD-ROM 16X, Scheda Audio Compatibile Direct Sound.









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    Re: Hitman: Codename 47 pc game

    Messaggio Da xc0bex il Mar Nov 24, 2009 2:47 pm

    il secondo link non va!!!!

      La data/ora di oggi è Lun Nov 20, 2017 5:49 am